Terra Libera Tutti! Giornata di pulizia e cura nel terreno confiscato

guerrilla-5“Terra Libera Tutti”, sabato 30 luglio a Nola una giornata di impegno civile nel terreno confiscato alla camorra e recentemente assegnato ad una cooperativa di giovani del territorio.
È l’iniziativa, aperta a tutti i cittadini, lanciata dalla cooperativa sociale Seeds che, insieme agli attivisti del Forum Ambiente area nolana, chiama a raccolta le associazioni locali per provare a disegnare il futuro del bene confiscato e il suo concreto utilizzo.
Appuntamento fissato alle ore 10 in via Costantinopoli, in località Piazzolla di Nola, muniti di guanti, palette e idee da proporre per la prima giornata di conoscenza e cura del bene agricolo preso in custodia.
Un momento per presentare questa esperienza alla comunità locale e aprirla a nuove proposte e suggerimenti, con la presenza di giovani volontari provenienti da tutte le regioni italiane, impegnati con Libera nei campi di formazione sui beni confiscati alle mafie presso il maglificio “100Quindici Passi” di Quindici e il castello mediceo di Ottaviano.
“Nei prossimi mesi partiremo con tante attività sociali e culturali – sottolineano i promotori dell’iniziativa – abbiamo bisogno del sostegno di tutti per lanciare nuovi progetti e per la prima volta nell’area nolana restituire alla comunità un bene sottratto ai clan. La lotta alle mafie e alle ingiustizie non ha bisogno necessariamente di grandi imprese, quanto invece di piccole e semplici azioni”.
Con l’allestimento degli spazi comuni, attraverso il coinvolgimento diretto di studenti e adulti nella realizzazione di orti comunitari, si vuole dare forza al valore simbolico di questa esperienza ma, soprattutto, al tentativo di promuovere un piccolo circuito economico legato al territorio. Un’ aula didattica all’aperto dove sarà possibile attivare un “circolo virtuoso intergenerazionale” partecipando da protagonisti alla produzione di varietà tipiche che rischiano l’estinzione a causa della sempre maggiore omologazione delle produzioni agricole.
Per maggiori informazioni sull’evento: https://www.facebook.com/events/1787713058142089/
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Orti sociali su terreni della camorra: Da Bene confiscato a BENE COMUNE

A quasi vent’anni dalla legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, anche Nola avrà finalmente il suo “presidio della legalità”, il primo in assoluto nell’intera area.

downloadLa cooperativa sociale SEEDS, in partenariato con il Forum Ambiente area nolana, è risultata infatti vincitrice del bando pubblico emesso dal Consorzio Sole per la concessione di beni confiscati alla camorra da destinare alla realizzazione di progetti aventi finalità sociali. Si tratta nello specifico di un terreno di circa 4mila metri quadrati confiscato al clan Alfieri situato a Piazzolla di Nola, frazione dell’omonimo Comune del napoletano. Ieri, presso la sede città metropolitana di Napoli, è avvenuta la cerimonia di consegna delle chiavi dei beni confiscati, alla presenza del sindaco metropolitano Luigi De Magistris, del direttore del Consorzio Sole Lucia Rea e delle altre quattro organizzazioni del terzo settore assegnatarie di beni nei Comuni di Arzano, Marano, Torre del Greco e Villaricca.

Ripartire dalla terra per ricostruire una civiltà che metta al centro del suo operare il rispetto per l’ambiente, la tutela dei diritti, l’integrazione socio-culturale dei soggetti svantaggiati e la partecipazione degli alunni degli istituti scolastici: sono queste le priorità per restituire ai cittadini un bene sottratto agli interessi criminali, per avviare le attività degli orti didattici e comunitari” – sottolinea Gianluca Napolitano, socio della cooperativa, nel corso del suo intervento. “Importante sarà Il ruolo delle istituzioni e dell’associazionismo locale nel difendere e sostenere attivamente questo nuovo percorso, considerato anche che dal 2008 il bene è di proprietà del Comune”, continua Napolitano, “ma forse, più importante, sarà il ruolo di ogni cittadino nell’abbattere un muro fatto di omertà, timori e compiacenza”.

Attraverso l’allestimento di spazi sociali e il coinvolgimento diretto di studenti e adulti nella realizzazione e gestione di un orto biologico non solo si darà evidenza tangibile al valore sociale del progetto ma, soprattutto, si promuoverà la cultura dell’economia legata al territorio, così come già sperimentato negli anni passati in diverse iniziative targate SEEDS a fianco delle scuole del Baianese e dell’Irpinia. Una vera e propria aula didattica all’aperto dove, in modo concreto, grandi e piccoli attiveranno un “circolo virtuoso intergenerazionale” partecipando da protagonisti alla produzione di varietà tipiche del territorio che rischiano l’estinzione a causa dell’omologazione delle produzioni agricole sempre più monopolizzate dalle multinazionali del seme.

Il vice-presidente di SEEDS, Giuseppe Ivan Candela, sottolinea che la creazione di orti didattici sul terreno confiscato, non rappresenti solo un’iniziativa simbolica: “In questa fase storica in cui la criminalità organizzata prova a ristabilire la sua egemonia sui nostri territori, gli orti sociali rappresentano un’opportunità vera di riscatto e di auto-reddito per l’intera area, dando così vita a un nuovo modello di economia alternativa a quella criminale che parta dalla messa in rete di produttori, delle istituzioni scolastiche e della società civile”.  In questo quadro, fondamentale sarà l’interazione con la comunità locale, evitando così qualsiasi meccanismo auto-consolatorio che possa deresponsabilizzare: “per questo – sottolinea Candela – parte delle attività si svolgeranno in altre aree del centro urbano, convinti che saranno i cittadini di Piazzolla a venire da noi, interagire e confrontarsi. Solo così il cambiamento potrà diventare reale”.

Stop TTIP: fermiamo il trattato transatlantico di partenariato Usa-Ue

378113 (1)Il 19 ottobre a Miami inizia il nuovo round di negoziati tra l’UE e gli Stati Uniti sul trattato di libero scambio, ma i cittadini chiedono chiarezza e intanto si mobilitano: Dal 10 al 16 ottobre è  stata proclamata una settimana di proteste contro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) , inaugurata da una grande mobilitazione che ha portato 250 mila persone  per le strade di Berlino in protesta contro un trattato che vuole abbassare gli standard di qualità, sicurezza e tutela ambientale, mettere in pericoli i diritti dei lavoratori, oltre che facilitare l’ingresso di ogm difficili da rintracciare, un maggiore utilizzo di pesticidi e la concentrazione delle produzioni nelle mani di pochi.

Cos’è il TTIP
Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico con l’intento dichiarato di abbattere dazi e barriere non tariffarie tra Europa e Stati Uniti per la gran parte dei settori economici, rendendo il commercio più fluido tra le due sponde dell’oceano.

Un trattato molto delicato, negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA fino alla fine del 2014 quando la società civile ha richiesto sempre più trasparenza, che vuole costruire un mercato unico tra Europa e Stati Uniti le cui regole, caratteristiche e priorità attualmente determinate dai nostri Governi e sistemi democratici, verranno fortemente condizionate da organismi tecnici sovranazionali a partire dalle esigenze dei grandi gruppi transnazionali.

Il Trattato infatti prevede l’introduzione di organismi tecnici potenzialmente molto potenti e fuori da ogni controllo da parte degli Stati e quindi dei cittadini. Il primo, un meccanismo di protezione degli investimenti: Investor-State Dispute Settlement (in sigla: ISDS; traducibile in italiano come Risoluzione delle controversie tra investitore e Stato) consentirebbe alle imprese europee o USA di chiedere compensazioni economiche agli opposti governi qualora democraticamente introducessero normative, anche importanti per i propri cittadini, che ledessero i loro interessi passati, presenti e futuri.

Un meccanismo rischioso che, se accompagnato da una definizione degli standard meno stringente, potrebbe mettere in discussione diritti acquisiti nonostante le rassicurazioni delle istituzioni europee, secondo le quali gli stessi non verranno abbassati. Un esempio riguarda gli standard agroalimentari, considerato che nei testi negoziali europei viene ribadito il ruolo centrale del Codex Alimentarius, l’organismo che fissa gli standard di qualità alimentare, dai residui di pesticida nei piatti all’uso di Ogm. Spesso i criteri usati dal Codex per la qualità degli alimenti sono più permissivi di quelli europei, e ogni variazione più restrittiva potrebbe essere considerata “distorsiva del mercato” e per questo sanzionata. La mancanza poi nei documenti ufficiali di ogni riferimento esplicito al “Principio di precauzione” è un ulteriore elemento di preoccupazione.

Un altro organismo di cui viene prevista l’introduzione è il Regulatory Cooperation Council: un organo dove esperti nominati della Commissione UE e del ministero USA competente valuterebbero l’impatto commerciale di regolamentazione nazionale, federale o comunitaria. A sua discrezione sarebbero ascoltati imprese, sindacati e società civile. A sua discrezione sarebbe valutato il rapporto costi/benefici di ogni misura e il livello di conciliazione e uniformità tra USA e UE da raggiungere, e quindi la loro effettiva introduzione o mantenimento. Un’assurdità antidemocratica che andrebbe bloccata il prima possibile.

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Fermiamo il TTIP
Il TTIP è ad un passo dalla sua approvazione finale. Solo una forte pressione dal basso potrà far capire ai nostri governanti ed europarlamentari che le persone non lo vogliono.

Ottobre sarà un mese cruciale. Cosa può fare ognuno di noi per fermare la stipula di questo trattato?

1. Informarsi: le informazioni non mancano di certo in rete, sui giornali e sulle riviste. Non fermiamoci alla prima opinione, cerchiamo di capire con più letture cosa sta succedendo.
2. Firmare la petizione. Potete farlo comodamente online su https://stop-ttip.org/it/firma/ ma sullo stesso sito potete scaricare il modello cartaceo di raccolta firme da stampare. Se non siete pratici con il computer fatevi aiutare, non fermatevi alla prima difficoltà!
3. Partecipare alla mobilitazione internazionale di ottobre 2015. Dal 10 al 16 ottobre in tutta Europa e negli Stati Uniti è stata indetta una settimana di mobilitazione, resta informato sulle manifestazioni che saranno annunciate a breve nella tua città.
4. Discutere e diffondere con amici e conoscenti la tematica del TTIP.

Per approfondire
Ecco alcuni siti web dove approfondire la tematica:
http://stop-ttip-italia.net/
https://stop-ttip.org/it

Stop TTIP Italia

http://www.italiachecambia.org/

Arriva la Festa della Primavera: guerrilla gardening, ecologia e…acqua bene comune

Tenetevi liberi, sabato 21 marzo si festeggia la fine della stagione invernale e l’avvio di laboratori per bambini all’aria aperta che, con cadenza settimanale, animeranno l’orto didattico e gli spazi verdi della “nostra” scuola primaria, da qui alla fine dell’anno scolastico.

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Sarà un modo per stare insieme, grandi e piccoli, e per celebrare la rinascita della Natura che si risveglia a nuova vita donandoci tutto ciò di cui abbiamo bisogno (senza mai chiedere nulla in cambio). Sarà anche l’occasione per passare qualche ora all’aria aperta, condividendo il piacere dello “sporcarsi le mani” e la gioia di un obiettivo comune. Sarà, inoltre, un modo per abbellire gli spazi verdi della scuola, dedicandosi a lavori di pulizia collettiva e alla piantumazione di fiori ed erbe aromatiche, in continuità con quanto avviene da anni nell’orto didattico gestito dal nostro “maestro di saggezza contadina”.

L’orto didattico è un progetto ideato e promosso dalla nostra cooperativa  per avvicinare i bambini alla terra (educandoli alla ciclicità e al rispetto della Natura) e per rivalutare i saperi antichi, sensibilizzando i partecipanti al rispetto dell’ambiente e a pratiche concrete per salvaguardare il territorio (strategia Rifiuti Zero, stagionalità, filiera corta). Tra le azioni di salvaguardia, nel corso delle attività, sarà dedicato un apposito spazio al tema dell’acqua bene comune e alle strategie da attuare per un uso responsabile della stessa, in considerazione dei rischi di privatizzazione che stanno correndo le sorgenti mandamentali in queste ultime settimane.

Appuntamento quindi sabato 21 marzo a partire dalle ore 10.30 negli spazi esterni della scuola primaria di Baiano per partecipare alla “Festa della Primavera” e per passare qualche ora di lavoro conviviale insieme agli alunni e ai genitori delle seconde classi dell’Istituto. Una giornata all’insegna della pratica manuale, della cura (di sé e della natura) e della condivisione attraverso cui far rinascere un territorio in termini di relazioni e solidarietà.

Consigliato abbigliamento comodo, guanti e… voglia di stare insieme.

Al resto ci pensiamo noi!

ACQUA BENE COMUNE: rischio GORI per il Baianese

La notizia del possibile ingresso della GORI SpA nella gestione del servizio idrico integrato dei 6 comuni del mandamento del Baianese desta profonda preoccupazione e rabbia tra i soci della Cooperativa SEEDS.

L’11 marzo, infatti, è approdato in Consiglio regionale il dibattito sulla “Riorganizzazione del servizio idrico integrato in Regione Campania e nuova disciplina del settore”, già approvato dalla competente commissione consiliare, e che prevede il trasferimento di alcuni Comuni irpini – in tutto 16 – della Valle dell’Irno e del Vallo Lauro-Baianese dall’ex Ato1 Calore Irpino all’ex Ato 3, ovvero quello che abbraccia i comuni dell’Agro Nocerino Sarnese e del vesuviano, il cui gestore unico risulta attualmente la GORI SpA.

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Per chi non lo sapesse, la GORI SpA è una partecipata dall’ACEA , che è la più grande multiservizi attiva nella gestione dell’acqua, energia e ambiente , che a sua volta è collegata con la SUEZ, una multinazionale francese , leader nel business delle acque (Del consiglio di amministrazione dell’Acea fa parte , tra gli altri, anche De Benedetti e Francesco Caltagirone).

Il disegno di legge di riordino del servizio idrico integrato su iniziativa dell’assessore regionale all’ ambiente Giovanni Romano (cd. DL Romano), ingrossa le fila dei Comuni ricadenti nell’ex Ambito Territoriale Ottimale 3, che da 76 Comuni diventano 100.  La GORI dei privati che ha debiti con la regione Campania per milioni di euro, ringrazia gli “amici” in regione Caldoro e Romano e si prepara ad una nuova colonizzazione di territori a discapito di chi li vive.

Proprio il mandamento, conosciuto in tutta Italia per la sua acqua pubblica e autogestita, rischia seriamente di finire nelle mani della più vorace tra le società private che negli ultimi anni hanno approfittato della liberalizzazione del “mercato” dell’acqua, derivante dalla direttiva Bolkestein e dal recente decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi, per fare profitti per pochi a discapito dei tanti cittadini.

I Sindaci e le comunità del Baianese, hanno quindi il dovere di impegnarsi con tutti i mezzi per fermare questo ennesimo tentativo di esproprio della democrazia, questo ulteriore attacco ai beni comuni e a un territorio che meno di 4 anni fa aveva a gran voce dimostrato la propria contrarietà ad ogni tipo di privatizzazione dell’acqua, attraverso un referendum che aveva portato quasi 12mila persone nel mandamento a dire sì all’acqua pubblica. Una delle percentuali più alte del sud Italia.

Ancora di più in un contesto come quello mandamentale, dove da decenni la gestione del servizio idrico per 3 dei 6 comuni (Baiano, Avella, Sperone) è diretta, autonoma ed esclusiva, grazie alla lungimiranza dei vecchi amministratori e alla presenza di sorgenti idriche nei territori comunali.

Questo disegno di legge va semplicemente fermato!

E’ per questo fondamentale la presenza al presidio indetto dalla cooperativa SEEDS per domenica 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua in piazza F. Napolitano a Baiano, di tutte le persone che hanno a cuore le sorti del nostro territorio e dei politici locali che a fasi alterne e a parole, si sono detti sensibili alla tutela del territorio e interessati al bene delle comunità che rappresentano. E’ arrivato il momento di dimostrarlo coi fatti!

per SEEDS,

Giuseppe I. Candela