Ad Avella torna l’orto didattico SEEDS

Con “Buon Appetito” ha preso il via nell’istituto scolastico comprensivo di Avella il progetto promosso dal Forum giovanile locale e finanziato dalla Provincia di Avellino. E con questa iniziativa riprende anche l’esperienza dell’orto didattico realizzato dalla Cooperativa SEEDS durante lo scorso anno scolastico.

Ad essere coinvolti nel progetto gli alunni delle scuole medie inferiori dell’istituto “Monsignor Guerriero”. Un team di esperti ha in programma nei prossimi due mesi una serie di incontri sull’educazione alimentare, che culmineranno nella realizzazione dell’orto didattico. Le attività pratiche vedranno gli alunni impegnati materialmente in tutte le fasi necessarie: dalla scelta dell’appezzamento di terra adatto all’individuazione dei prodotti da coltivare, passando per la semina e messa a dimora delle piantine, alla cura ed alla irrigazione del campo, fino al raccolto finale. Un percorso formativo che punta a rinsaldare il rapporto tra i giovanissimi partecipanti con la “terra madre”, che vedrà la partecipazione della cooperativa SEEDS, sotto l’attenta guida del nostro “zio contadino” di fiducia.

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Una parola di pace

Non è interesse della cooperativa sociale SEEDS giudicare o condannare qualcuno, visto che i fatti parlano da soli. Purtroppo siamo costretti ad intervenire nuovamente per chiarire il reale svolgimento dei fatti riguardanti il danneggiamento dell’orto didattico, realizzato presso l’istituto “Monsignor Guerriero” di Avella e di cui siamo stati informati solo in seguito. Al di là dell’orto distrutto, emerge in maniera evidente la scarsa sensibilità e l’assoluta autoreferenzialità delle istituzioni ed associazioni coinvolte.

  1. Il progetto “S.E.E.D.S. – Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile” è stato approvato con Decreto Dirigenziale n. 58/2012, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC) n. 14 del 27/02/2012;
  2. Tutte le attività progettuali non hanno comportato alcuna spesa all’istituto scolastico, né alle famiglie degli alunni né all’amministrazione comunale;
  3. Le operazioni di pulizia e preparazione dello spazio verde, inizialmente ridotto in pessime condizioni e non adatto alla coltivazione, sono state effettuate in maniera volontaria e gratuita dai soci della cooperativa;
  4. Le attività didattiche sono iniziate nel novembre 2012, proseguendo per l’intero anno scolastico fino a giugno 2013, coinvolgendo le classi quarte dell’istituto ed i rispettivi insegnanti;
  5. L’area didattica dell’orto scolastico, grossolanamente descritta come “4 solchi di patate”, è in realtà il risultato della coltivazione di fragole, patate, zucche, broccoli, fave, fagiolini verdi e di due tipologie di grano. Nel momento della distruzione dell’orto erano ancora presenti, in attesa di essere raccolti, grano (a fine agosto), patate, fragole, zucche (settembre/ottobre).

L’associazione organizzatrice dell’Expo di Avella era già a conoscenza del nostro progetto, essendoci stato un incontro (in cui non sono state considerate le nostre proposte di collaborazione) tra un socio della nostra cooperativa e un rappresentante dell’associazione. L’auspicio, per il prossimo anno, è che si possa cooperare in maniera costruttiva, evitando che la realizzazione di una qualsiasi iniziativa debba comportare l’eliminazione di un’altra.

Il progetto va oltre la semplice realizzazione dell’orto, prevedendo numerose attività didattiche e laboratoriali, finalizzate al raggiungimento di alcuni obiettivi:

  • Introdurre una didattica multi-disciplinare in cui lo spazio-laboratorio diventi lo strumento per attività formativa di natura non-formale, orientata all’educazione ambientale e all’educazione civica.
  • Trasformare i giovani da consumatori passivi e inquinatori in cittadini consapevoli delle proprie scelte e co-produttori: educare alla sostenibilità di lunga durata, al consumo consapevole e alla solidarietà, attraverso l’acquisizione di modelli di comportamento positivi.
  • Sensibilizzare al rispetto dell’ambiente ed alle pratiche concrete per salvaguardare il territorio (compostaggio, riciclaggio, uso di fonti rinnovabili,risparmio d’acqua, filosofia del “Km zero”, miglioramento delle condizioni nelle aree urbane interessate e protezione di quelle non antropizzate).
  • Diffondere una maggiore responsabilizzazione nei confronti degli spazi pubblici e condivisi, incoraggiando alla solidarietà sociale.
  • Promuovere e rivalutare i saperi antichi attraverso il rispetto dell’altro, del ciclo vitale della natura e delle tradizioni locali.
  • Sostenere l’interscambio generazionale, favorendo momenti concreti d’ incontro tra i “custodi del passato e le speranze del futuro”, in un ottica di sviluppo sostenibile del contesto locale e di presa di coscienza ed assunzione di responsabilità verso il bene comune.

Infine, un parallelo: da un lato le ragazze in bikini che si esibiscono all’esterno del plesso scolastico durante la fiera di Avella, dall’altro gli orti didattici diventano il tema principale in ambito educativo dell’Expo universale di Milano nel 2015. http://www.expo2015.org/eventi/micoltivo-scuola-protocollo-intesa-comune-e-fondazione-catella-la-promozione-orti-didattici.

Noi siamo per il 2015, e voi?

Se siete disposti a collaborare, fatevi sentire e iniziamo a pianificare insieme la transizione.

P.S.: se vi dovesse servire capire da che parte si dirige la Regione Campania, date un’occhiata alla Legge Regionale n. 05/2012, “Norme in materia di agricoltura sociale e disciplina delle fattorie e degli orti sociali” (http://www.agricoltura.regione.campania.it/comunicati/comunicato_10_04_12b.html), pubblicata sul BURC n. 22 del 10/04/2012 (archivio BURC: http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/publicContent/archivio/archivio.iface).

Avella, distrutto orto scolastico

Listener[1]

Una triste storia di degrado ambientale e sociale arriva dal mandamento baianese. Distrutto l’orto didattico, realizzato dalla cooperativa sociale SEEDS con gli alunni della scuola primaria, nello spazio retrostante l’istituto comprensivo “Monsignor Pasquale Guerriero” di Avella. I filari di ortaggi piantati negli ultimi mesi hanno lasciato posto agli stand commerciali della fiera “Expo Avella Città d’Arte”, in programma dal 6 al 14 luglio. “Una scelta sbagliata e che poteva essere facilmente evitata – sottolineano i rappresentanti della cooperativa SEEDS – con un po’ di buon senso si sarebbe potuta trovare una soluzione per preservare lo spazio verde e la continuità delle attività didattiche. Purtroppo, ancora una volta ha prevalso la logica del breve termine su quella del lungo periodo, su cui invece una comunità civile dovrebbe puntare per dare valore alle esperienze positive. A settembre i ragazzi coinvolti nel progetto non troveranno più alcuna traccia del loro orto, noi ci impegniamo a ricostruirlo insieme a loro”. Con il progetto S.E.E.D.S. “Sperimentazioni Educative ed Ecologiche di Decrescita Sostenibile”, infatti, è stato avviato un percorso di recupero del genius loci in un’area storicamente rurale e che da tempo rischia di perdere irrimediabilmente la Listener[2]sua principale vocazione.

Il programma formativo, durato un intero anno scolastico con il coinvolgimento di alunni, insegnanti e personale non docente, ha portato non solo alla realizzazione di orti didattici ma anche incentivato la trasmissione di un approccio sano con la natura, tra riscoperte culturali e nuove curiosità sul mondo dell’agricoltura. Gli educatori, affiancati da un saggio contadino, hanno curato la realizzazione di laboratori didattici sia teorici che pratici, sensibilizzando i più piccoli al rispetto dell’ambiente ed a pratiche concrete per la salvaguardia del territorio. Un tentativo di trasformare i giovanissimi studenti da consumatori passivi in cittadini consapevoli delle proprie scelte, educando alla sostenibilità ambientale, al consumo consapevole ed alla solidarietà, anche mediante l’applicazione di modelli di comportamento positivi.

Sperimentazioni ecologiche a scuola: incontri di fine anno

Doppio appuntamento per la fine dell’anno scolastico con gli orti didattici del progetto “S.E.E.D.S. – Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile”, rivolto agli alunni delle scuole primarie del mandamento. Sabato 1 giugno alle ore 9.30 è previsto l’incontro con alunni ed insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Monsignor Pasquale Guerriero” di Avella, mentre lunedì 3 giugno alle ore 16.30 è la volta dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Baiano per una manifestazione aperta anche ai genitori. Il percorso formativo, giunto alle battute conclusive, è nato da una proposta della cooperativa sociale Seeds e realizzato nell’ambito dell’azione “Giovani attivi” del P.O.R Campania FSE 2007-2013, in collaborazione con il Piano sociale di zona A5 Baianese – Vallo di Lauro.

Attraverso le attività progettuali si punta a costruire piccole comunità di apprendimento formate da studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali per facilitare la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. Un circolo virtuoso intergenerazionale, che permette ai più piccoli di conoscere le esperienze e le tradizioni locali, mentre i più grandi possono conquistare un ruolo da protagonisti della vita comunitaria. In questo modo l’orto didattico diventa lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale all’interno degli istituti, oltre che luogo sociale di incontro, solidarietà, dialogo e trasferimento diretto di competenze tecniche. La scuola si anima, si trasforma in qualcosa di nuovo ed entusiasmante e con essa il rapporto che lega gli alunni all’ambiente didattico. Non solo libri e quaderni, dunque, negli zaini dei ragazzi hanno trovato spazio anche semi, attrezzi ed innaffiatoio, impegnandosi quotidianamente a trasformare un piccolo fazzoletto di terra in un’aula a cielo aperto. Qui i bambini hanno avuto la possibilità di imparare la coltura di ortaggi veri, piantare i semi e vederli gradualmente trasformarsi in piante, riuscendo finalmente ad osservare la natura, il suo ritmo vitale, il ciclo delle stagioni e successivamente raccogliere i frutti del lavoro svolto.  I piccoli contadini hanno avuto la possibilità cimentarsi in un’attività manuale che li ha stimolati a sperimentare e sviluppare nuove abilità e attitudini, scoprire il mondo delle piante, fare esperienze concrete sul campo. E lavorare in gruppo, coinvolgendo anche i ragazzi diversamente abili. I bambini imparano a riconoscere le specie di uso comune osservandone la crescita mentre stanno all’aria aperta e a contatto con la terra. A livello pedagogico cominciano ad assumere un compito ed una responsabilità all’interno di un gruppo di lavoro. L’orto scolastico è, inoltre, un’importante occasione per fare educazione alimentare per far comprendere ai piccoli l’importanza della qualità dei cibi nel mantenere se stessi in buona salute. L’esperienza si è rivelata trasversale, alternando lezioni in classe ed all’esterno, consentendo di studiare contemporaneamente scienze, ecologia, botanica, storia e geografia.  Particolare attenzione, infine, è stata rivolta alla diffusione di pratiche concrete per la salvaguardia del territorio: dal compostaggio, al riciclaggio dei rifiuti, passando per l’uso di fonti rinnovabili, il risparmio d’acqua, la filosofia “rifiuti zero” ed il miglioramento delle condizioni di vita nelle aree urbane.

L’orto sbarca in classe

Non solo libri e quaderni, ma anche semi, zappa e grembiulino apposito. Negli zaini dei bambini italiani fanno capolino nuovi oggetti fatti a posta per ‘sporcarsi le mani’ con la terra. Sì, perché sono sempre più numerosi gli istituti scolastici  che hanno deciso di introdurre tra le loro attività anche quella dell’ orto didattico, trasformando un piccolo pezzetto di terra in un’aula a cielo aperto. Qui i bambini possono imparare la coltura di ortaggi veri, piantare i semi e vederli gradualmente trasformarsi in piante imparando ad osservare la natura, i suoi ritmi lenti e perfetti, il ciclo delle stagioni ed a raccogliere i frutti di questo lavoro. In questo modo i baby ortolani possono cimentarsi in un’attività manuale che li stimola a sperimentare e sviluppare nuove abilità e attitudini, scoprire il mondo delle piante, fare esperienze concrete e sul campo, che si rivelano rilassanti e istruttive. E lavorare in gruppo, coinvolgendo anche i ragazzi diversamente abili. I bambini imparano a riconoscere le specie di uso comune osservandone la crescita mentre stanno all’aria aperta e a contatto con la terra. A livello pedagogico si cominciano ad assumere un compito ed una responsabilità all’interno di un gruppo di lavoro. L’orto scolastico è anche un’occasione per fare educazione alimentare per far comprendere ai piccoli l’importanza della qualità dei cibi nel mantenere se stessi in buona salute. L’esperienza dell’orto è dunque trasversale e consente di studiare contemporaneamente scienze, botanica, storia ma anche geografia e arte. La scuola si anima, si trasforma in qualcosa di nuovo ed entusiasmante e con essa il rapporto che lega gli alunni all’ambiente scolastico. Al fine di dare continuità e solidità a queste iniziative, Slow Food ha promosso il progetto Orto in condotta, un protocollo di intesa che tutti gli istituti possono sottoscrivere garantendo un impegno minimo di tre anni. Avviato nel 2004 e arrivato ormai a 425 orti e 93 condotte, Orto in condotta è diventato anche in Italia lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Il progetto mira a istituire piccole comunità di apprendimento formate da studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali per facilitare la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. Sull’onda dell’entusiasmo sono tante le regioni, le scuole, gli insegnanti e i presidi che stanno rimodulando i propri programmi intorno a tali attività e ancor di più le associazioni, gli enti e gli istituti universitari che hanno deciso di sostenere gli orti scolastici con contributi mirati.

Fonte: TuttoGreen