Cosa facciamo

Progetto S.e.e.d.s. – Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile

Con l’orto a scuola nasce una comunità di apprendimento. Attraverso la realizzazione di orti didattici intendiamo promuovere e sviluppare l’educazione alimentare e ambientale.

Finalità e caratteristiche

È risaputo che quella in cui viviamo è la società dei consumi, tutto è fatto per essere consumato in fretta e gettato altrettanto rapidamente. Il modo disordinato e precipitoso con cui ci nutriamo rispecchia pienamente questo stile di vita: nessuno si prende più il tempo di porsi delle domande di fronte ad uno scaffale del supermercato o di fronte ad un piatto già preparato. Come se le nostre azioni quotidiane non influissero sui meccanismi del mercato, non avessero ripercussioni sulla nostra salute, non rappresentassero una parte importante della nostra cultura. E’ necessario mangiar bene, recuperando antichi saperi e piatti tradizionali, modificando le nostre abitudini alimentari quotidiane e cercando di avvicinarle ai concetti del buono, pulito e giusto. Cosa significano questi principi e in quale modo i bambini possono attuarli? I bambini devono essere considerati nel loro ruolo di piccoli consumatori, o, come preferiremmo chiamarli, di coproduttori, le cui scelte dipendono non solo dall’esempio fornito loro dai “grandi”, ma anche dalla pubblicità e dalle influenze di amici e conoscenti. Avvicinarli alla terra facendo loro coltivare dei frutti e delle verdure più o meno conosciuti è un modo per educarli alla varietà, alla stagionalità, ai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, al rispetto della natura e di tutte le creature viventi, ad incuriosirsi per ciò che è diverso e ad assaggiare ciò che loro stessi coltivano. L’orto è uno strumento per far diventare il piccolo consumatore un coproduttore, cioè un cittadino consapevole che le sue scelte d’acquisto hanno delle ripercussioni sul mondo che lo circonda, in primo luogo tra gli agricoltori e gli allevatori. Gli stimoli che intendiamo dare ai bambini vanno nella direzione del buono, del pulito e del giusto, perché trasmettiamo loro l’idea che ciò che è coltivato in maniera non intensiva, che è raccolto al momento giusto e non fa centinaia di chilometri per arrivare a destinazione, non può che essere organoletticamente più buono ed ecologicamente più sostenibile. Il concetto di responsabilità verso l’ambiente e verso il prossimo viene trasmesso attraverso il lavoro di gruppo nell’orto e la cura che ogni bambino deve avere della propria piantina. Ci piace pensare che degli stimoli educativi di questo tipo possano insegnare qualcosa ai bambini, ma anche alla comunità a cui questi bambini appartengono. Il coinvolgimento più o meno diretto dei genitori, il contatto con i contadini che supportano insegnanti e bambini nell’orto, l’interazione con alcuni operatori del settore agroalimentare aprono la realtà dell’orto scolastico a scambi con l’esterno, con la comunità che deve imparare insieme ai bambini a consumare in modo più consapevole a partire dalle mense scolastiche.

Obiettivi

  • Introdurre una didattica multidisciplinare in cui l’orto diventa lo strumento per le attività di educazione alimentare ed ambientale;
  • Far diventare i piccoli consumatori dei coproduttori, cittadini consapevoli delle proprie scelte d’acquisto: educare allo sviluppo sostenibile e al consumo consapevole;
  • Acquisire una metodologia induttiva nell’approccio all’educazione alimentare e ambientale, sviluppando esperienze didattiche in classe e in orto;
  • Imparare a leggere la realtà come un insieme di fenomeni percepiti attraverso i sensi;
  • Accrescere la propria memoria e capacità di percezione sensoriale, appropriarsi un lessico e di una grammatica del gusto;
  • Maturare la consapevolezza che l’alimentazione è un fatto culturale;
  • Conoscere il territorio, i suoi prodotti e le ricette tradizionali, attivando occasioni di incontro con esperti (artigiani, produttori, chef) per creare una pluralità di rapporti con tutti gli attori del settore agroalimentare e gastronomico della comunità locale;
  • Fornire elementi di storia e cultura della gastronomia.