Verso Genuino Clandestino a Roma

Dopo l’appuntamento dello scorso anno a Firenze, tra pochi giorni ci sarà il consueto incontro nazionale di Genuino Clandestino – dal 16 al 18 maggio a Roma –  e anche noi della cooperativa SEEDS ci saremo.

Ci saremo per rimarcare, nel caso ci fosse ancora bisogno, la necessità di lottare per l’accesso alla terra, per l’autodeterminazione alimentare, per la difesa dei beni comuni e per un lavoro che non sia sfruttamento. Affinchè sia possibile un vivere etico e sostenibile.

Ci saremo in un momento cruciale in cui il bombardamento mediatico di massa è concentrato sulle narrazioni tossiche del “nutrire il pianeta”, della “green economy”, delle “youth guarantee”. Tutte parole vuote, per rilanciare un modello di economia vecchio e fallito nei suoi principi di sfruttamento e disuguaglianza, tenuto però ancora in vita da campagne di disinformazione di massa, affidate ai racconti mistificatori dei “comunic-attori” di turno. Racconti che potranno sembrare anche più accattivanti di quello che si diceva in passato, ma saranno sempre diversi dal futuro che vogliamo e per cui dobbiamo lottare.

Di seguito il programma della tre giorni romana:

genuino clandestino romaVENERDÌ 16

13.00 Meeting point via Ostiense 124 (puntuali !) passeggiata di benvenuto per Genuino Clandestino Roma 2014 18.30-20.00 Assemblea d’apertura @ Forte Prenestino a seguire Mercatino Serale dei produttori della rete di Genuino Clandestino 20.00- 22.00 Infopoint su Semi, Certificazione Partecipata, Mercati, Prezzi 22.00 Musica e Spettacoli (info e line up coming soon)

SABATO 17 @ FORTE PRENESTINO

10.00- 13.00 Tavoli di lavoro 13.00- 15.00 Pranzo 15.15- 17.30 Tavoli di lavoro (sintesi) 15.30- 18.00 Infopoint su Semi, Certificazione Partecipata, Mercati, Prezzi 18.00- 20.00 Assemblea Plenaria a seguire Mercatino Serale dei produttori della rete di Genuino Clandestino 20.00- 21.00 Infopoint su Semi, Certificazione Partecipata, Mercati, Prezzi 21.00 Musica, Spettacoli (info e line up coming soon)

DOMENICA 18 @ GIARDINI DI VIALE CARLO FELICE (Metro: SAN GIOVANNI)

09.00 Mercato 11.00 Assemblea Pubblica Mangiare nella Crisi: Ripensare il consumo, il lavoro e il futuro delle nostre comunità 17.00 Chiusura Mercato

Ulteriori info su genuinoclandestino.noblogs.org. Quest’anno da segnalare una novità: l’invito ai movimenti, con la campagna Terra Bene Comune, per connettere le lotte tra campagna e città, per “fermare la devastazione dei territori e difendere la vocazione agricola alimentare della terra, mettendo in rete comitati, movimenti e soggettività, creando un agire comune”.

Sulla gestione di terre pubbliche. Percorsi e proposte per un accesso ai terreni demaniali trasparente, sostenibile e popolare.

landforsale

Come incentivare il ri-utilizzo di terre abbandonate? Quali i percorsi per giungere ad una reale autodeterminazione delle comunità locali? In un contesto di forte disoccupazione giovanile, è possibile avviare un’attività agricola o gestire collettivamente un terreno abbandonato? Può una proprietà “privata” essere ancora considerata tale se non più utilizzata da tempo?

Sono alcuni degli interrogativi a cui anche la Cooperativa SEEDS ha cercato di rispondere nell’ambito di due interessanti incontri svoltisi tra Roma e Firenze a inizio mese. La rete nazionale “Genuino Clandestino” e la cooperativa agricola Co.r.ag.gio,, promotori delle suddette iniziative, sono tra le più attive realtà impegnate da diversi anni sui temi – tra gli altri – delle autoproduzioni e dell’accesso alla terra. Dall’1 al 3 novembre a Firenze, nella cornice dell’incontro nazionale della rete Genuino Clandestino, si è svolto un confronto tra vari produttori e co-produttori che praticano l’agricoltura contadina e organizzano mercati autogestiti: si è discusso della campagna Terra bene comune, dell’opposizione alla vendita dei terreni pubblici e del loro recupero attraverso un’agricoltura di piccola scala, biologica e organica, fortemente relazionata con le comunità locali.

Il 7 novembre a Roma invece, c’è stato il primo dei quattro seminari del ciclo “coltiviamo il futuro”, sulle modalità di avviamento di un’attività agricola, sul valore sociale dell’agricoltura e sulla legislazione in materia.

La giornata promossa dalla cooperativa Co.r.ag.gio ha avuto l’obiettivo di fornire una panoramica dei soggetti giuridici che possono agire in agricoltura, elencando alcune delle principali fonti di finanziamento e aprendo prospettive sulle disponibilità patrimoniali legate alla risorsa “terre pubbliche”.

Ma cosa si intende per “terre pubbliche” e per “accesso alla terra”?

Precisando che l’accesso alla terra dal nostro punto di vista debba riguardare anche terreni privati abbandonati, un esempio tra i tanti per rispondere a queste domande potrebbero essere i 17 mila ettari di terreni agricoli di proprietà pubblica, (fonte Agenzia del demanio) disponibili per qualsiasi utilizzo nell’area compresa nei confini della Regione Campania. Posto in questo modo, il numero in questione può significare tutto e niente, favorendo anche interpretazioni ambigue e “narrazioni tossiche” come quella della ministra per l’agricoltura De Girolamo quando parla di “valorizzazione e (s)vendita dell’immenso patrimonio di terre demaniali dello stato italiano”: un vero e proprio esproprio di patrimonio pubblico (quindi della collettività) – a favore di banche e finanza speculativa – incredibilmente giustificato come programma di lancio per l’imprenditoria agricola giovanile! Se però lo stesso dato si rapportasse alle numerose criticità tipiche del contesto campano (alta disoccupazione giovanile, urbanizzazione e cementificazione incontrollata, disgregazione del tessuto sociale, inquinamento dei terreni), e alle altrettante “risorse” (nuove generazioni professionalizzate con alto livello di istruzione, spazi verdi coltivabili e abbandonati di proprietà pubblica o privata, crescente domanda di prodotti e servizi di qualità e di prossimità geografica, diffusa coscienza ambientalista), allora la valenza di quel dato numerico, in termini di opportunità, sarebbe ben diversa. In questo caso infatti, immaginando una concessione in comodato d’uso o tramite affitti calmierati a (giovani) disoccupati, si parlerebbe concretamente di:

– diffusione di agricoltura di qualità, comunitaria, organica e di sussistenza;

– generazione di lavoro e auto-reddito attraverso la creazione di nuove imprese agricole (giovanili);

– contrasto alle attività speculative di natura edilizia;

– miglioramento della qualità della vita e dei terreni;

– salvaguardia e manutenzione idrogeologica del territorio;

– difesa contro il fenomeno del land grabbing e il modello di espansione “agroindustriale”;

–  rafforzamento delle reti sociali e comunitarie nel rispetto dei cicli della natura.

Sono tutti obiettivi concreti che produrrebbero quel cambio di paradigma da sempre più parti auspicato, a partire dal “fiume in piena” che ha invaso le strade di Napoli sabato 16, con decine di migliaia di persone a gridare “Stop biocidio” ed esigere giustizia sociale ed ambientale. Ma è davvero possibile raggiungere queste finalità?

La risposta di SEEDS è affermativa e le proposte che seguono ne potrebbero sicuramente agevolare il conseguimento, a partire dal diritto alla terra per i giovani (potenziali) agricoltori:

–          mappatura delle terre abbandonate disponibili su base regionale;

–          connessione tra le diverse vertenze territoriali sensibili al tema;

–          creazione di una rete campana per favorire l’accesso alla terra;

–          iniziative pubbliche volte alla sensibilizzazione;

–          controlli e pressioni sulle amministrazioni locali;

–          occupazione dei terreni (e casolari) abbandonati.

Per amor del vero, a conclusione di questa sintetica (e chiaramente parziale) disamina, è bene ricordare che la vita in campagna non è tutta “rose e fiori”: assieme a quella retorica – per lo più fasulla e creata ad arte dai media – che gira intorno alle realtà rurali viste romanticamente come luoghi idilliaci lontani dagli stress dei grandi centri urbani, esistono tutta una serie di problematiche legate al mondo dell’agricoltura (di natura burocratica ed economica per lo più, tralasciando quelle legate all’asprezza fisica) che solo chi ha preso in mano una zappa può capire. Di fronte a una disoccupazione allarmante e a un bisogno di case, reddito e luoghi di socialità sempre crescente, vedere terre inutilizzate e casolari in abbandono, in attesa di essere svenduti, è inaccettabile!

Giuseppe I. Candela