CAMP di GRANO in Cilento: innovazione, ruralità e…Movimento Sem Terra

Non lontano dalle nostre “terre di mezzo”, anche quest’anno si terrà l’iniziativa #Camp di Grano, una settimana, quella dal 13 al 19 luglio, di alfabetizzazione rurale e innovazione sociale a Caselle in Pittari, paesino di quasi 2000 anime all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, a cui partecipano 25 ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia selezionati attraverso un contest on line. L’intento è di parlare – e soprattutto praticare – di agricoltura con un approccio partecipativo e ragionato, seguendo percorsi e obiettivi molto affini a quelli della nostra Cooperativa: un laboratorio teorico-pratico con dibattiti e riflessioni sui temi dell’agricoltura biologica e sinergica, della permacoltura, della biodiversità, dell’architettura rurale e della rural social innovation.

camp-di-granoLa settimana di innovazione rurale è propedeutica alla celebrazione del Palio del grano, che ormai da undici anni si svolge nella seconda metà di luglio sempre a Caselle in Pittari. Una vera e propria festa che celebra il forte legame che la comunità ha con la terra: una mole di sentimenti, tecniche e saperi che rischiavano di andare perduti per sempre. Un po’ come tutti i semi raccolti nella biblioteca del grano che anno dopo anno vengono distribuiti ai vari contadini che fanno parte del circuito Terra Madre in modo così da tenere vive specialità vegetali a rischio di estinzione

Una settimana di vita rurale sul campo in cui si impara dagli antichi contadini cilentani l’arte delle mietitura tradizionale e di tutti i processi di lavorazione del grano fino alla molitura in mulino a pietra ad acqua, nella vicina Oasi del WWF di Morigerati. Un momento laboratoriale, di osservazione e sperimentazione, di esperienza e di conoscenza, di scambio e di apprendimento.

L’edizione di quest’anno poi, sarà arricchita dalla presenza di una delegazione del Movimento Sem Terra, tra le realtà sociali più grandi dell’America Latina (conta un milione e mezzo di contadini brasiliani), da trenta anni lotta per una riforma agraria in Brasile, occupando migliaia di ettari di terra improduttiva e di sfruttamento lavorativo del latifondo, costruendo relazioni sociali giuste, realizzando la formazione culturale e tecnica degli agricoltori, le metodologie partecipative di educazione popolare, l’assistenza medica e il mutualismo, rafforzando la produzione e le strategie di commercializzazione solidale, stimolando la capacità politico-organizzativa degli enti di base.

ll Camp di Grano è un’iniziativa del Rural Hub, organizzata in collaborazione con la Proloco “Caselle in Pittari”insieme a Cumparete, CIA Campania e Libera Terra Mediterraneo,  “Terra di Resilienza” e Condotta Slow Food Camerota eGolfo di Policastro.

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Trash is for tossers

Sì, avete capito bene, i rifiuti sono proprio cose da stronzi. Chi lo dice? Lauren Singer, ventiquattrenne newyorkese che cura il blog omonimo. Una ragazza irriverente la cui scelta allitterante e linguisticamente un po’ aggressiva forse non raccoglie l’approvazione di chi preferisce espressioni pulite e meno volgari, così come il suo volto acqua e sapone e i suoi modi educati da BoBo. MA a parte ciò, quello che più conta, dietro questa presentazione c’è la sua vita a rifiuti zero, che vale la pena di essere raccontata. Prima di tutto perché si basa essenzialmente su due constatazioni, magari un po’ banali, ma non di certo scontate.

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La prima:valutare le proprie abitudini quotidiane.

La seconda: transitare verso uno smaltimento ragionato delle cose inutili.

E’ sufficiente curiosare sul suo sito per trovare facilmente consigli, tutorial, idee e spunti per ridurre il nostro impatto in termini di produzione di rifiuti e scarti. Che ci parlano, attraverso semplici accortezze, di come sia possibile – e a volte persino divertente – ridimensionare notevolmente quella parte di impronta ecologica di cui siamo artefici, pur fermi dentro le nostre case. Una scelta di vita che ha portato Lauren a fondare la propria azienda (aaahhh, il capitalismo… ndr) allo scopo di rispondere alla richiesta di prodotti “come i suoi” che i followers faticano a trovare in commercio o che magari non hanno il tempo di auto prodursi: perché i prodotti di Lauren hanno tutti un INCI estremamente breve (id est, con pochi ingredienti), facile da decodificare e contengono materie prime rispettose delle persone e dell’ambiente.

Un modo di vivere anticonvenzionale? Forse, ma a pensarci bene nemmeno così “alternativo” come potrebbe sembrare. Quante volte, ad esempio, siamo rimasti allibiti di fronte all’enorme e inutile quantità di plastica utilizzata per gli imballaggi degli alimenti, dalla frutta al dentifricio? Quante volte ci siamo chiesti come mai una quantità ridotta di patatine o biscotti debba essere confezionata in un enorme sacchetto di plastica (per metà riempito d’aria)?

Sono preoccupazioni che non appartengono più solo alla “massaia” di un immaginario ormai fuori stagione, ma che si sono liberate di ogni connotazione di genere e di età, diventando indipendenti anche dalla situazione familiare o sociale. Forse sì, hanno ancora qualche legame inevitabile con la condizione economica (perché le ristrettezze rendono forzatamente oculati nelle spese), ma le riflessioni che animano il blog e la vita di Lauren riguardano in ogni caso una fetta sempre più consistente della popolazione, dalla studentessa allo scrittore, dal commesso all’insegnante. Persone come tante che si interrogano su come sia possibile contribuire, anche in minima parte e con gesti apparentemente insignificanti, a ridurre l’inquinamento prodotto dalla sovrapproduzione di oggetti per lo più costituiti da materiali difficilmente o per nulla riciclabili.

Le idee non mancano, e nemmeno le persone che si stanno impegnando per condividerle: basta citare un paio di casi a titolo di esempio. Il primo, Zero Waste Home, il cui simpatico motto è “Rifiuta, riduci, riusa, ricicla e poi butta (e solo in quest’ordine)”. Il secondo è Natural-mente Stefy, esperienza raccolta anche all’interno del libro Vivere in 5 con 5 euro al giorno, il cui titolo anticipa l’onesto racconto della vita quotidiana di una famiglia italiana che prova a vivere a impatto quasi-zero.

Prove di vita dunque che non corrispondono solo a un teorico “amore per la natura e rispetto per l’ambiente”, ma che cercano di incarnare questi principi allineandoli a un senso di coerente felicità. Prove che, rispetto a qualche anno fa, trovano oggi molti più sostenitori e che quindi garantiscono le soddisfazioni migliori, derivanti dalla condivisione di pratiche e intenti che rispondono a uno stile di vita che fa dell’essenziale il sufficiente. Comprare frutta e verdura senza imballaggi, acquistare capi d’abbigliamento nei mercati dell’usato e solo quando necessari, riutilizzare sacchetti per la spesa o barattoli di vetro sono solo alcuni di quei gesti apparentemente scontati ma di enorme peso per l’ecosistema, e ciascun@ di noi può ogni giorno rendersene conto e, ancor più, rendersene responsabile.

A scuola di riciclo con SEEDS – continua il progetto “MENO è MEGLIO”

Non si ferma la campagna di sensibilizzazione su riciclo ed educazione ambientale che sta coinvolgendo da inizio anno l’intero territorio irpino attraverso laboratori tematici e incontri pubblici, tutti rigorosamente gratuiti.

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Le attività – con l’intento di promuovere le buone pratiche del progetto “MENO è MEGLIO” (MèM) e la strategia Rifiuti Zero– hanno fatto tappa ad Avella, negli spazi dell’Istituto Comprensivo Guerriero, coinvolgendo circa 200 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado in laboratori di riciclo creativo e attività di educazione non formale. Il tutto grazie alla partnership istituita tra la Cooperativa SEEDS e l’IC Guerriero, nella persona della dirigente scolastica dott.ssa Ambrosino.

Con l’obiettivo generale di favorire strategie e politiche di prevenzione dei rifiuti su tutta la provincia di Avellino, nella realizzazione delle attività si valorizzeranno pratiche e prodotti derivanti dai processi virtuosi di riuso e riciclo – passaggio fondamentale della Strategia Rifiuti Zero – per mezzo di azioni pilota che avranno sede nelle comunità partecipanti.

Nello specifico, la strategia Rifiuti Zero si pone degli obiettivi molto chiari che si potrebbero riassumere nelle seguenti tre grandi categorie d’azione:

  1. Eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti;
  1. Incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina);
  1. Sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili.

In questo senso, il progetto MèM si vuole contrapporre alle pratiche di smaltimento tradizionali che prevedono incenerimenti o discariche che devastano i nostri già martoriati territori, per intraprendere invece le modalità di un riutilizzo totale delle risorse, così come avviene normalmente in Natura.

Meno è MEGLIO: verso rifiuti zero

SEEDS è partner del progetto menoèMeglio, promosso dal Comitato Regionale ANPAS Campania insieme ad una serie di partner in rappresentanza del pubblico e del privato non profit.

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Il progetto, finanziato nell’ambito del Bando Ambiente 2012 della Fondazione con il Sud, ha la finalità di perseguire i seguenti obbiettivi:

1. Avviare processi virtuosi di riduzione della produzione di rifiuti, sensibilizzando le nuove generazioni di cittadini verso comportamenti che puntino alla valorizzazione del “rifiuto” e al rispetto delle ricchezze ambientali del territorio interessato;
2. Ridurre i quantitativi di rifiuti indifferenziati nei Comuni partecipanti al progetto, grazie alla diffusione di buone pratiche di differenziazione e di sistemi di premialità;
3. Valorizzare le risorse naturali, con particolare attenzione alle risorse idriche, patrimonio naturale del territorio interessato, facilitando nel contempo buone pratiche di riduzione degli imballaggi.

UN MONDO MIGLIORE AD IMPATTO ZERO!

segui le nostre iniziative e quelle del progetto sulla pagina facebook: MENOéMEGLIO

Verso Rifiuti Zero 2020: utopia o realtà?

Sabato 29 Novembre 2014 presso il circolo sociale di Baiano sito in piazza F.Napolitano si è tenuta un’assemblea pubblica promossa dalla Cooperativa SEEDS in collaborazione con lo stesso Circolo, per discutere della situazione paesaggistica e ambientale del mandamento del baianese e dei diversi strumenti e forme di lotta possibili per difendere il nostro territorio e promuovere nuove forme di autoreddito.
rifiuti_zero_locandina1Per farlo, si è partiti da un’analisi del contesto europeo e italiano, parlando anche dell’attacco all’ambiente senza precedenti promosso dal cosiddetto Decreto “Sblocca Italia”, varato dal Governo Renzi-Berlusconi il 13 settembre scorso: un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza e all’inquinamento, ostinandosi ad affidare la gestione dei rifiuti alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e sull’economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse.

Mediamente in Europa il 50% dei rifiuti è riciclato, ma esistono grandi differenze tra gli Stati dell’UE: molti paesi, tra cui l’Italia, mandano ancora in discarica oltre il 90% dei rifiuti urbani. Per far fronte a questi numeri, all’insegna delle “3 R” del Ridurre, Riutilizzare e Riciclare, è stata pensata questa iniziativa, con l’intento di spingere uomini e donne del mandamento a cambiare le proprie abitudini e a fare rete, stimolando il dibattito sui temi dell’efficienza delle risorse e dell’economia circolare. Anche in vista dell’imminente costituzione dell’Unione dei Comuni del Baianese e della relativa volontà di poter esprimerci e decidere su quali sono le priorità e le necessità da soddisfare per poter vivere i nostri territori avendo garantiti servizi, diritti e un minimo di qualità della vita.

La strategia “Rifiuti Zero” si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantità di rifiuti da conferire in discarica allo ZERO. La strategia si applica attraverso 10 passi, che possono essere sintetizzati come segue: eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità di materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti; incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es: uso di prodotti alla spina); sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili.  Con “rifiuti zero” i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale.

Orti urbani: due esempi concreti

Il futuro sostenibile è già tra noi. Leggo storie reali che confermano questa affermazione e che, soprattutto, mi rincuorano mentre annaspo persa nella marea di notizie grigie. Qui, infatti, voglio parlare di un paio di notizie “verdi”, ma non di progetti o concorsi, bensì di realtà concrete e già perfettamente funzionanti.

Todmorden, in Inghilterra: un'abitante coltiva un pezzo di suolo pubblico.

La prima riguarda Todmorden, una città di 16mila abitanti in Inghilterra, precisamente nel West Yorkshire, che da qualche anno a questa parte è soprannominata dai suoi abitanti:“Todmorden Incredible Edible”, ovvero Todmorden incredibilmente commestibile. Ma di preciso cos’è successo in questa città di così innovativo? Circa tre anni fa, la popolazione locale, spinta dall’iniziativa di due donne, Maria Chiara e Pam Warhurst, decise di tentare una strada comunitaria, in collaborazione con le istituzioni, per reagire e combattere la crisi alimentare ormai già in atto.

L’iniziativa, basata sulla condivisione pubblica (ed è sicuramente questa, a mio vedere, la chiave del successo) è stata quella di cominciare a coltivare ogni genere di ortaggi, frutta e verdura sfruttando il suolo pubblico, cominciando dal pezzetto di terra intorno a casa, fino ad arrivare ai giardinetti comunali, alle aiuole, ai viali alberati, ai bordi del cimitero, ovunque. Tutti i cittadini sono invitati a coltivare la terra e tutti sono liberi di raccoglierne i frutti, così, per esempio, i pendolari che tornano a casa dopo una giornata di lavoro, possono tranquillamente fare la spesa gratis attraversando il giardino della stazione e raccogliendo fagiolini o pomodori maturi. Il successo è stato tale che l’amministrazione locale ha messo a disposizione ogni più piccolo pezzetto di terra in nome della sostenibilità e dell’aggregazione sociale, ponendosi, addirittura, l’obiettivo di diventare una città autosufficiente dal punto di vista alimentare entro il 2018.

Firenze: l'orto sociale sorto su un'ex pista di atletica di Borgo Pinti, in centro storico.

E da noi, in Italia? Forse è difficile immaginare esperienze così radicali, ma di esempi concreti cominciano a essercene diversi: uno dei più nuovi e interessanti, dal punto di vista dell’ubicazione, è quello degli Orti Dipinti, un orto sociale in pieno centro storico a Firenze inaugurato lo scorso ottobre. In linea con le Community Garden internazionali, che puntano sulla cultura ambientale per il recupero di zone cittadine inutilizzate o degradate, l’architetto Giacomo Salizzoni ha pensato di sfruttare in questo senso una ex pista di atletica in Borgo Pinti (da cui il nome degli Orti), in uso alla adiacente Cooperativa Barberi che accoglie ragazzi con disabilità. Ma, come mi racconta al telefono Giacomo, l’idea di partenza degli orti urbani è stata solo la scusa per cominciare.

I progetti già avviati, in via di sviluppo e in attesa di sponsorizzazione, infatti, sono molteplici. Tra questi, per esempio, “L’albero dell’energia”, una struttura in legno di bambù dotata di una serie di pannelli fotovoltaici che servirà per alimentare 6 diverse sorgenti: una webcam, un sistema di illuminazione a led, un ripetitore wireless, un impianto sonoro, un punto di ricarica per i cellulari e una scheda Arduino (sorta di cervello elettronico in grado di monitorare lo stato di salute delle piante attraverso il livello di umidità e di fertilizzazione del terreno). La buona notizia per Orti Dipinti è che L’albero dell’energia, per ora, è al primo posto tra i progetti che parteciperanno alla selezione del premio Edison Start. L’ambizione di un luogo pubblico come questo non è, perciò, solo quella di favorire relazioni sociali legate al lavoro della terra, ma di creare un laboratorio di idee capace di educare e formare anche nuove figure professionali. Le attività proseguono, quindi, a grandi passi, sostenute dall’entusiasmo dell’ideatore, dei numerosi volontari che lui stesso è riuscito a coinvolgere (tra cittadini comuni, studenti delle scuole americane di Firenze, ragazzi e tutor della Cooperativa Barberi) delle istituzioni e dei piccoli e grandi sponsor.

12 gennaio, Terra Bene Comune

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Iniziativa a rifiuti zero, completamente autofinanziata. “Ragnatela Resistente” comincia il nuovo anno con la partecipazione della Cooperativa sociale SEEDS. Domenica 12 gennaio, dalle 10 al tramonto, ripropone la collaborazione con la battagliera fattoria sociale Fuori di Zucca, nel vecchio manicomio di Aversa, per scongiurare ancora una volta gli attacchi alla terra sempre più aggressivi nella nostra poco umana società ormai, dedita a logiche distruttive del mercato.

Per i più piccoli un laboratorio di statuette di argilla, paglia e semi prodotti nelle nostre terre dai nostri custodi del paesaggio, da dedicare alla Befana, al mito antico del ritorno alla luce, con un filo d’oro che lega e tesse ogni nostra azione.
Ci sarà anche la passeggiata sciamanica tra le erbe selvatiche per scoprire ciò che spontaneamente esprime il paesaggio, per tornare a formarci con la nostra terra.
Il mercato delle autoproduzioni e la cucina comunitaria daranno la possibilità di conoscere i prodotti di stagione, i metodi di coltivazione naturali da calendario lunare e le trasformazioni al momento dei nostri prodotti freschi in cibi della tradizione contadina campana.
Il banco piatti sarà allestito per non produrre rifiuti di plastica o altri usa e getta, dando la possibilità a ciascuno di lavarsi le proprie stoviglie, magari portate da casa, con i saponi naturali prodotti dal nostro collettivo.
Alla tavola rotonda su “Terra Bene Comune” parteciperanno diverse realtà campane e italiane che si impegnano in pratiche di tutela della terra con gestioni locali per difendere il paesaggio e la sovranità alimentare. Il dibattito si concentrerà sulle esperienze che ciascuno, da solo o in collettività, vorrà mettere in campo in difesa della svendita delle terre demaniali.
Chiuderà la giornata un laboratorio di voci aperto a chiunque abbia voglia di giocare con la propria voce, riscoprendo l’importanza e la forza del coro.

L’iniziativa si svolge ad Aversa presso la Fattoria fuori di zucca in via Linguiti, 54 (ex ospedale psichiatrico civile), Parco della Maddalena.