5 cose che non sai sugli orti urbani

La crescita degli orti urbani è ormai sotto gli occhi di tutti e le cause del fenomeno sono diverse: l’aumento della popolazione mondiale, il continuo trasferimento delle persone verso le città, la crescita del prezzo del cibo, la sempre maggiore attenzione alla genuinità degli alimenti e da ultimo, ma non meno importante, il piacere di creare qualcosa con le proprie mani.
Ma ci sono alcune curiosità, sul vasto mondo dell’agricoltura urbana, che non tutti sanno e noi ve ne proponiamo alcune.

1. Entro il 2018 il 20% del cibo consumato negli Stati Uniti proverrà da orti urbani

Lo studio, realizzato da un team di esperti e pubblicato su Forbes, risale a 3 anni fa ma le ultime tendenze, come dimostrano le storie sugli orti urbani di New yorkSan Francisco e altre città non possono che avvalorare questa previsione. È un fenomeno importante se si pensa che i ceti più poveri delle città spendono, mediamente, per il loro fabbisogno alimentare dal 40% al 60% dei loro introiti e che, a detta del Journal of nutrition education, la produzione di un orto mediamente produttivo corrisponde in valore a circa 200 – 500 $.

2. L’agricoltura urbana coinvolge ben 800 milioni di persone.

Sembrerebbe un numero esagerato, soprattutto se si pensa che in Europa risiedono circa 500 milioni di persone e negli USA 300 milioni, ma questo sorprendente risultato è il frutto di studi autorevoli che coinvolgono la FAO e l’UNDP e che analizzano i comportamenti sull’intero pianeta. L’avreste mai detto?

3. Consumare cibo locale può ridurre fino a 17 volte il consumo di carburante e l’emissione di CO2

Ecco quanto si evince dalo studi di Rich Pirog, direttore associato del Leopold Center for Sustainable Agriculture dell’Università dell’Iowa, che ha messo a confronto sistemi di distribuzione del cibo tradizionali e su lunghe distanze, con altri che prevedono spostamenti molto limitati sul territorio.
Per comprenderne il significato usiamo una stima, realizzata da Marc Xuereb in collaborazione con il Centro di Salute Pubblica della Regione di Waterloo, area oggetto di studio, in cui sono stati quantificati i benefici ambientali di una catena produttiva e distributiva locale. I risultati indubbiamente fanno riflettere: annualmente, verrebbero immesse sul territorio 50.000 tonnellate di CO2 in meno, pari a più di 16.000 auto accese nel traffico.

urban agriculture

4. Partecipare alle attività di un orto urbano comunitario fa mangiare meglio.

Uno studio condotto a Flint, in Michigan e pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior ha scoperto che i partecipanti alle attività di un orto comunitario in città consuma il 40% in più di più frutta e verdura e sono 3,5 volte più portati a farlo almeno in 5 pasti al giorno. E vale anche per i bambini: un altro studio, pubblicato dal Journal of the American Dietetic Association, ha dimostrato come gli orti scolastici abbiano arricchito la dieta degli alunni di vitamine, sali minerali e fibre che possiamo trovare maggiormente nel cibo prodotto negli orti.

5. Le donne lo fanno meglio

Non ce ne vogliano i maschietti, ma è proprio così, quando si tratta di prendersi cura delle piante, le donne non hanno rivali! E non è una teoria campata in aria, Mahbuba Kaneez Hasna la documenta dettagliatamente nel suo libro “NGO Gender Capacity in Urban Agriculture” nel quale spiega, dopo aver analizzato diversi casi studio, che quando sono coinvolte più donne i raccolti risultano decisamente più abbondanti. Un invito a documentarsi per carpirne i segreti…

Fonte: Grow the Planet

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