Una parola di pace

Non è interesse della cooperativa sociale SEEDS giudicare o condannare qualcuno, visto che i fatti parlano da soli. Purtroppo siamo costretti ad intervenire nuovamente per chiarire il reale svolgimento dei fatti riguardanti il danneggiamento dell’orto didattico, realizzato presso l’istituto “Monsignor Guerriero” di Avella e di cui siamo stati informati solo in seguito. Al di là dell’orto distrutto, emerge in maniera evidente la scarsa sensibilità e l’assoluta autoreferenzialità delle istituzioni ed associazioni coinvolte.

  1. Il progetto “S.E.E.D.S. – Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile” è stato approvato con Decreto Dirigenziale n. 58/2012, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC) n. 14 del 27/02/2012;
  2. Tutte le attività progettuali non hanno comportato alcuna spesa all’istituto scolastico, né alle famiglie degli alunni né all’amministrazione comunale;
  3. Le operazioni di pulizia e preparazione dello spazio verde, inizialmente ridotto in pessime condizioni e non adatto alla coltivazione, sono state effettuate in maniera volontaria e gratuita dai soci della cooperativa;
  4. Le attività didattiche sono iniziate nel novembre 2012, proseguendo per l’intero anno scolastico fino a giugno 2013, coinvolgendo le classi quarte dell’istituto ed i rispettivi insegnanti;
  5. L’area didattica dell’orto scolastico, grossolanamente descritta come “4 solchi di patate”, è in realtà il risultato della coltivazione di fragole, patate, zucche, broccoli, fave, fagiolini verdi e di due tipologie di grano. Nel momento della distruzione dell’orto erano ancora presenti, in attesa di essere raccolti, grano (a fine agosto), patate, fragole, zucche (settembre/ottobre).

L’associazione organizzatrice dell’Expo di Avella era già a conoscenza del nostro progetto, essendoci stato un incontro (in cui non sono state considerate le nostre proposte di collaborazione) tra un socio della nostra cooperativa e un rappresentante dell’associazione. L’auspicio, per il prossimo anno, è che si possa cooperare in maniera costruttiva, evitando che la realizzazione di una qualsiasi iniziativa debba comportare l’eliminazione di un’altra.

Il progetto va oltre la semplice realizzazione dell’orto, prevedendo numerose attività didattiche e laboratoriali, finalizzate al raggiungimento di alcuni obiettivi:

  • Introdurre una didattica multi-disciplinare in cui lo spazio-laboratorio diventi lo strumento per attività formativa di natura non-formale, orientata all’educazione ambientale e all’educazione civica.
  • Trasformare i giovani da consumatori passivi e inquinatori in cittadini consapevoli delle proprie scelte e co-produttori: educare alla sostenibilità di lunga durata, al consumo consapevole e alla solidarietà, attraverso l’acquisizione di modelli di comportamento positivi.
  • Sensibilizzare al rispetto dell’ambiente ed alle pratiche concrete per salvaguardare il territorio (compostaggio, riciclaggio, uso di fonti rinnovabili,risparmio d’acqua, filosofia del “Km zero”, miglioramento delle condizioni nelle aree urbane interessate e protezione di quelle non antropizzate).
  • Diffondere una maggiore responsabilizzazione nei confronti degli spazi pubblici e condivisi, incoraggiando alla solidarietà sociale.
  • Promuovere e rivalutare i saperi antichi attraverso il rispetto dell’altro, del ciclo vitale della natura e delle tradizioni locali.
  • Sostenere l’interscambio generazionale, favorendo momenti concreti d’ incontro tra i “custodi del passato e le speranze del futuro”, in un ottica di sviluppo sostenibile del contesto locale e di presa di coscienza ed assunzione di responsabilità verso il bene comune.

Infine, un parallelo: da un lato le ragazze in bikini che si esibiscono all’esterno del plesso scolastico durante la fiera di Avella, dall’altro gli orti didattici diventano il tema principale in ambito educativo dell’Expo universale di Milano nel 2015. http://www.expo2015.org/eventi/micoltivo-scuola-protocollo-intesa-comune-e-fondazione-catella-la-promozione-orti-didattici.

Noi siamo per il 2015, e voi?

Se siete disposti a collaborare, fatevi sentire e iniziamo a pianificare insieme la transizione.

P.S.: se vi dovesse servire capire da che parte si dirige la Regione Campania, date un’occhiata alla Legge Regionale n. 05/2012, “Norme in materia di agricoltura sociale e disciplina delle fattorie e degli orti sociali” (http://www.agricoltura.regione.campania.it/comunicati/comunicato_10_04_12b.html), pubblicata sul BURC n. 22 del 10/04/2012 (archivio BURC: http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/publicContent/archivio/archivio.iface).

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